Cari amici, se ci seguite da un pò avrete notato senza ombra di dubbio come le isole Eolie e in particolar modo Salina siano luoghi a noi particolarmente cari.
Lo  scorso Luglio eravamo sull’isola con una cara amica giornalista alla quale abbiamo “presentato” Salina un anno fa e come noi si è profondamente innamorata tanto di proporci di scrivere un pezzo per il nostro blog.
Di seguito vi lasciamo quindi alle splendide parole di Ombretta Guerri, alle nostre foto e alla splendida Salina, principessa verde dell’arcipelago Eoliano.

( in copertina Ape Calessino Vintage del Rent Bongiorno di Santa Marina )

DI OMBRETTA GUERRI: “I COLORI , I PROFUMI , I SAPORI DI SALINA”

Il rigoglioso verde di Salina nel giardino de “I mercanti di Mare”

Colori, profumi e sapori. Queste sono le parole che mi vengono in mente subito pensando a Salina. Salina, una delle “sette sorelle” dell’Arcipelago delle Eolie, tutte di origine vulcanica, ma così diverse tra loro. Salina è un regno dei sensi, ti innamori di lei guardando, ascoltando, assaporando tutto quello che ti può offrire.

Il primo colore di Salina è il blu, il blu del mare, un blu cobalto, cupo e profondo che in un attimo diventa azzurro poi verde. Ed è il mare il grande protagonista delle Eolie, lo vedi da ogni angolo, non c’è punto dal quale non si veda questo mare bellissimo. A Salina anche andare in  macchina rappresenta un’esperienza unica: ti arrampichi su curve che all’improvviso si aprono su panorami mozzafiato, fatti di blu, di onde, di barche che con le loro vele sfidano i venti e le correnti.

Salina è anche verdissima, lo vedi subito quando arrivi dal mare, un verde di mille sfumature puntellato da tanti colori, in particolare di quelli delle bouganville. E la cosa incredibile è che l’isola non ha acqua propria ma nonostante questo è ricca e rigogliosa: per il fertile terreno vulcanico, per il microclima che si crea con l’escursione termica tra notte e giorno e che porta piante e fiori a crescere rigogliosi. Il verde è anche quello delle viti di Malvasia, uno dei prodotti tipici più importanti di Salina che puoi gustare ovunque anche se il posto migliore per me è sempre il terrazzo del Capofaro Malvasia & Resort, una struttura costruita tra la montagna vulcanica ed il mare, in mezzo a giardini e viti (ci sono anche stanze nel vecchio faro).

Ma i colori veri, quelli splendidi ed indescrivibili, non catturabili mai fino in fondo neppure dalla macchina fotografica, sono quelli del tramonto di Pollara. Non stupisce affatto che Massimo Troisi abbia scelto questo luogo fuori dal tempo per girare alcune scene de “Il Postino”. Pollara è un paese minuscolo che si sviluppa su una scogliera altissima, che al tramonto si colora di rosso ed arancione. La vista è spettacolare dal promontorio davanti alla spiaggia. Da lì si vede Filicudi con un tramonto mozzafiato su un mare sconfinato. E bersi una birra in silenzio di fronte a questo spettacolo della natura è impagabile.

Le meravigliose costiere di Pollara

Le meravigliose costiere di Pollara

Il primo profumo di Salina invece è quello dei fiori: bougaville, gelsomini, felci, ogni pianta e fiore ha un odore meraviglioso ed intenso che ti entra nelle narici in modo improvviso, quasi ‘a tradimento’, lasciandoti senza parole. Non riesci a resistere e devi per forza raccogliere fiori e felci e annusare il loro profumo mentre passeggi per le stradine di Santa Marina o di Malfa.

Un altro profumo imperdibile è quello del mare. Sì perché il mare non ha solo colori, ma anche un profumo di salsedine, di fresco, quasi di aria. Il luogo più bello ed adatto per ‘annusare’ il mare è secondo me Punta Scario, lì il mare è spesso impetuoso e il suo profumo ti arriva forte anche mentre sei nel bar della spiaggia, magari a rilassarti in pausa pranzo mangiando un gustosissimo panino con capperi, pomodori ed acciughe.

Punta scario, Malfa

Punta scario, Malfa

Infine i sapori, dolci o salati ma sempre intensissimi: la dolcezza del Malvasia, il gusto dei capperi, delle melanzane, dei pomodori. Poi le granite al pistacchio, al caffè ed al gelso: delle opere d’arte. La cosa davvero bella di Salina è che mangi bene ovunque: ci sono ristoranti da guida Michelin ma ci sono anche gastronomie in cui scegli a banco quello che vuoi mangiare e non riesci a decidere dalla bontà e dalla varietà dell’offerta. Da questo punto di vista quattro consigli: “Il Cappero” a Pollara un ristorante fuori dal tempo specializzato appunto in piatti a base di capperi; “Paperò al Glicine” a Rinella, una scelta vastissima, personale gentile e locale curatissimo (da sogno le polpette alle melanzane ed il totano ripieno) ; “Mamma Santina” a Santa Marina di Salina (imperdibili gli spaghetti alle 18 erbe, con tutte le erbe che Salina offre, per questo difficilissimi da ‘copiare’ al di fuori dell’isola) e infine sempre a Santa Marina di nuova apertura “Casa lo Schiavo , fornelli e putia “.

Tutto questo è Salina. Ma non solo, Salina è anche fatta di storie e di persone e quando impari a conoscere gli isolani ti innamori anche di loro.

Ci sono Dario e Serena che da Milano tornano a casa a gestire il loro hotel, “Mercanti di mare”, da aprile ad ottobre. Hanno una capacità incredibile di far sentire le persone a casa, ti accolgono, ti coccolano e quando sei sul terrazzo dell’albergo a guardare il mare per l’ora dell’aperitivo ti sembra di stare sinceramente in paradiso (e forse un po’ in paradiso ci sei davvero).

Poi c’è Massimo, ex Sindaco, che ha ristrutturato un albergo  ( hotel “I cinque balconi “) ed aperto un ristorante all’interno della casa di famiglia ( il sopra citato “Casa lo Schiavo”): ogni angolo del locale è pieno di ricordi e racconta di un passato da emigranti (che, come da copione, appena possibile sono tornati sull’isola): ninnoli, vasi, bauli, valigie.

C’è Giuseppe, talmente innamorato dell’isola e delle sue risorse da aver creato uno splendido progetto dal nome “Salina ecogastronomica ” per far conoscere ai visitatori la malvasia, i capperi e tutto quello che questa splendida terra offre oltre al mare .

Ed Elio, che mentre ti accompagna a vedere un’alba  mozzafiato dalla fossa delle felci (così si chiama uno dei due monti che delineano ), ti dice: “Non riesco ad allontanarmi dall’isola più di qualche giorno, quando prendo l’aliscafo e la vedo scomparire mi sento morire”. Ed è tutto in questa frase alla fine. È tutto in queste parole che si ritrova il senso che Salina ha per i suoi abitanti e un po’ ormai anche per noi, che una volta arrivati fatichiamo ad andare via. E quando lo facciamo, anche se per andare su un’altra isola bellissima, non riusciamo a guardare l’aliscafo staccarsi dalla banchina del porto, dobbiamo guardare dall’altra parte, un po’ con gli occhi lucidi.

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